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mercoledì 8 aprile 2015

Incongruenze sportive

Questo weekend pasquale l’ho passato in una delle città italiane che rappresenta uno dei “fortini” della pallacanestro, ovvero una di quelle poche città come Varese o Cantù, che fanno della pallacanestro lo sport principale, più amato e più seguito da sempre, ovvero Pesaro.
Ho avuto la possibilità di andare a vedere l’incontro di serie A che si è tenuto all’Adriatic Arena, tra Pesaro appunto e Cremona. Ora Pesaro nonostante sia una città storica del basket ha da qualche anno una squadra che non rende onore al suo nome e al suo passato, ha rischiato di retrocedere molte volte e quest’anno sembra che finalmente riuscirà nel suo intento.

Ma non voglio parlare di quanto sia scarsa la squadra marchigiana, sarebbe come sparare sulla croce rossa.
Voglio parlare della discrepanza che c’è tra l’importanza che viene data alla pallacanestro in quella città e l’effettiva importanza che ha il basket nel nostro paese.
Arrivando all’Adriatic Arena ci si rende conto della rilevanza che occupa questo sport nella città, visto che non sembra un palazzetto italiano, ed il complesso che lo comprende sembra stile NBA. Mi ha ricordato la Bankers Life Fieldhose a Indianapolis; non che ci sia stato o che stia paragonando un complesso come quello ad uno italiano, ma come impostazione ci stava, con una piazza centrale ed il palazzo leggermente staccato dalle altre attrazioni quali ristoranti, cinema e negozi. Ecco cosa intendo, era tutto lì. Una famiglia che volesse andare a vedere una partita di pallacanestro alle 20 potrebbe uscire di casa alle 13 e passare un’intera giornata lì, come se fosse un centro commerciale, guardare un film, andare a cena e poi guardare la partita. Per questo dico che ha un’impostazione da NBA, perché si fa attenzione a chi andrà a vedere la partita, agli spettatori non ai tifosi, focalizzando il tutto sullo spettacolo piuttosto che alla mera gara sportiva.

Ed ora arriva la contraddizione. Ci si aspetterebbe che da tutto ciò scaturisca un benessere dello sport che porti il livello di attenzione di rilevanza e di bellezza superiore a quello degli anni precedenti, dove per precedenti intendo gli anni fino ai primi 2000. Invece no.

È stato tutto una dolorosa accettazione del fatto che i fasti della pallacanestro degli anni ‘80/’90 sono ben lontani, se non irraggiungibili. Il tutto si spiega con il pessimo basket a cui siamo arrivati in Italia negli ultimi anni, ed al livello sempre superiore dei campionati esteri, che hanno il pregio di continuare ad espandersi ponendo molta attenzione su questo sport, seppur sempre inferiore al calcio. Ma insomma basti pensare che in Spagna Real Madrid e Barcellona non competono tra di loro solamente nella liga di calcio ma anche in quella di basket.
Palazzetti straordinari, dall’atmosfera surreale, in cui si gioca una pallacanestro mediocre, con squadre storiche costrette a retrocedere in categorie inferiori, città in cui la pallacanestro è l’unico sport.

E forse è proprio questa la cosa triste: una città che vive di basket costretta a retrocedere è proprio il riscontro più duro ma anche più veritiero del livello di quello sport, ovvero molto basso. La mia personale speranza è solamente che si possa tornare presto a vedere una qualità di pallacanestro se non buona, quantomeno accettabile, con palazzetti pieni ed un livello di interesse simile a quello degli anni ’80.

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